La recensione pubblicata su Sanremoworld.com

- SAT11: UNA BOMBA D'ENERGIA

Ho incrociato i Sat11 in una situazione abbastanza particolare. E’ la prima giornata del Festival e il circo mediatico sanremese si svolge come previsto da Sua Pippità tra Palafiori, Ariston e Casino’. In uno dei miei classici vagabondaggi notturni nella città vecchia, incontro in Piazza Cassini parcheggiato alla bell’e meglio un furgone dal colore indefinibile da cui cominciano ad uscire persone e strumenti musicali. I ragazzi scoprono di dover suonare all’Aighesè ed escono fiumi di irripetibili imprecazioni in fiulano sulla scoscesità della terra ligure. Ecco come ho incontrato i Sat11.
Innanzitutto, ragazzi, complimenti per lo show: trascinante, curato e molto personale. Come è nato l’avventura Sat11? Grazie mille per i complimenti! L'avventura è nata per la voglia di cominciare a creare della musica, non solo suonarla; qualcosa di finalmente personale, con l'ambizione che potesse piacere sia a noi che a chi l'avrebbe ascoltata. E' nato tutto inizialmente per gioco, poi, avendo visto che quel che si stava cominciando a creare poteva funzionare, si è deciso di cimentarsi seriamente nel progetto completando la line up con un batterista.
Quali sono i vostri principali riferimenti musicali?
Senza aver volutamente ricercato degli esempi specifici, ci hanno spesso accostato ai Depeche Mode, agli U2, Pink Floyd mescolati all'elettronica dei Depeche Mode, e in Italia dei Subsonica e dei Negramaro. Quel che volevamo era un Rock rispolverato con dell'elettronica, e poi siamo rimasti a guardare quel che succedeva. Come riuscite a far convivere le tre diverse anime del vostro sound, rock, pop ed elettronica?
Cerchiamo di sfruttare i diversi linguaggi che hai citato non per una mera ostentazione di essi, ma mettendoli al servizio della canzone e delle sensazioni che vogliamo trasmettere.
Avete preparato da poco un nuovo disco: ci raccontate qualcosa a questo proposito?
"Spengo la Tv" è per noi un disco "emozionale", nel senso che abbiamo cercato di trasmettere attraverso musica e testi le nostre emozioni e le sensazioni. Creare un'alternanza di carica e riflessione, ma anche un senso di sospensione, questo era quello che volevamo trasmettere.
Pordenone è stata molto importante nella storia musicale italiana specie in ambito punk. Com’è la scena musicale adesso?
La vivacità degli anni che hanno portato Pordenone sotto i riflettori della scena musicale punk italiana è oramai finita. E' sempre più difficile proporre musica originale, soprattutto perchè sono mutati i gusti del pubblico. Quello che notiamo è una certa pigrazia da parte del pubblico ad ascoltare qualcosa di originale.
La vostra attività live è continua e si svolge in luoghi molto diversi tra loro: pub, festival, sagre… C’è un’esperienza particolare che ci volete raccontare?
Senza dubbio la nostra partecipazione alla giornata nazionale del malato oncologico nel 2006 a Roma, per il particolare significato che aveva per noi esser là. E' lì che è maturata la scelta di un impegno sociale, in quanto siamo venuti a contatto con realtà che non sapevamo esistessero, come quella del volontariato oncologico. Quando ti ammali e vivi l'esperienza in prima persona vedi le cose in modo differente, e soprattutto scopri chi sta peggio, scopri cosa vuol dire lottare. Ora avremo da raccontare però anche la bellissima esperienza Sanremese!!
“Spengo la tv” è un chiaro atto d’accusa contro tutta la spazzatura (non solo musicale) che il tubo catodico giornalmente ci impone. Quali sono secondo voi le tre cose principali da cambiare in TV?
Quasi tutto... difficile ridurle a solo tre. Comunque, secondo noi in primis vanno eliminati
1) i nuovi format televisivi, che non solo hanno stufato, ma non li vediamo come televisione intelligente, e a tratti possono essere dei pessimi esempi (alcuni incitano addirittura alla cattiveria reciproca). E' ora di finirla con il propinare al pubblico il dover diventare famosi a tutti i costi, sembra che se non lo si diventa, la vita finisce. Si sfrutta la voglia di celebrità insita in molti, ed ecco perchè si assiste spesso alle patetiche scene della gente che sgomita dietro ad un cronista inviato per dire "ciao mamma!";
2) i notiziari che creano sempre più inutili allarmismi: giusto oggi abbiamo appreso che si muore statisticamente per investimenti da pirati della strada più degli incidenti tra veicoli, ieri si moriva tutti di meningite, prima ancora di influenza aviaria, e qualche anno fa di mucca pazza e Sars. E finiamola con questo voler scatenare il panico!
3) Il mancato rispetto dei drammi e della dignità delle persone.
Al di là della vostra ottima produzione musicale, è straordinaria la passione con cui portate avanti la vostra attività live in mezzo ad una marea di difficoltà. Cosa vi spinge a fare tutto questo?
Passione. Avremmo avuto dozzine di buoni motivi per smettere...ma la passione per la musica é troppo forte. Tutti noi crediamo nel progetto Sat 11 e ne siamo orgogliosi. Negli anni si è creato tra di noi una forte intesa che ci ha aiutato nei momenti più difficili e che ci da sempre la carica per proseguire sulla nostra strada.
Vi siete esibiti spesso per importanti manifestazioni benefiche a favore di Emergency e di ANGOLO: possiamo quindi finirla di dire che il rock è disimpegnato per definizione?
Sì, ormai siamo cresciuti e abbiamo voglia di sensibilizzare chi ci ascolta con tematiche serie. Se c'è una cosa in cui crediamo, è che i testi debbano riflettere anche alcuni nostri stati d'animo, e che cercare di far conoscere alcune realtà è una specie di missione. Quella dell'impegno sociale è una scelta nata in seguito ad una triste esperienza personale che si è riflessa su tutta la band, ma che ci ha fatto maturare positivamente sia a livello di coesione che di propensione mentale. Il Rock non è disimpegnato, ma deve anzi lanciare dei messaggi: POSITIVI. Anche quella di abbandonare lo stereotipo dell'autodistruzione a favore di un ottimismo e positività è stata una scelta voluta...
Andiamo sulle domande meno serie. La vostra è una formazione in cui a tre caparbi maschietti si affiancano due pepatissime signorine: alla fin fine, chi comanda sul serio?
Le donne, naturalmente! Quelle comandano sempre... A dire il tutto siamo molto ben organizzati tra noi, nel senso che ovviamente ci sono le personalità forti che trascinano il resto della band, e sono quelle che curano i contatti con l'esterno, che fissano i concerti e che propongono le regole. "propongono" nel senso che tutti hanno una certa libertà come è giusto che sia, e nel senso che essendo cinque persone dobbiamo cercare di venirci incontro con gli impegni. Certo è che gestire una band con non una, ma due ragazze, è difficile! Ed ecco che c'è chi è più impulsivo e invece chi è più diplomatico e riflessivo... in quel caso subentra lui!
E, infine, perché Sanremo è Sanremo?
...Ma semplice: perchè Sanremo è... Sanremo!!!

Componenti del gruppo: Anna Busetto (vocals), Pippo (guitars), Doc (Synthesizers), Joshua Campana (bass guitar), Veronika Karancsy "Weri" (drums)
Per ulteriori informazioni: www.myspace.com/sat11
L'intervista @ Tonyclifftonprod http://www.sanremoworld.com.